DIFFAMAZIONE – IGNORANTIA REGNAT

Come prima cosa si da il benvenuto ad una prestigiosa new entry nello spazio dedicato all’ ignoranza, il dott. CORRADO AUGIAS; nascita Nizzarda ma di origine Sarda come suggerisce il cognome. Perché il dott. AUGIAS entra ad arricchire il simpatico spazio dedicato all’ “ignoranza” che democraticamente affligge tutti inclusa chi scrive poiché non si può essere edotti su tutto lo scibile umano. Ma vi sono dei paletti invisibili fissati per chi fa comunicazione di massa attraverso i mass-media e gode di un certo seguito per i quali ciò che viene detto dal personaggio è assimilato come verità di fatto. E arriviamo al perché il dott. Augias onora con la sua presenza questo spazio. È accaduto all’ interno della trasmissione condotta da Augias durante la presentazione dell’ ennesimo libro su ANTONIO GRAMSCI, uno dei più grandi pensatori del 900. Il libro in questione sponsorizzato dal dott. Augias, su La7, gronda di falsità storica infatti dopo gli ilari commenti tra i due sullo svarione storico del Presidente della Camera IGNAZIO LA RUSSA su via RASELLA, i due, AUGIAS e l’autore di falsità storica su GRAMSCI, fresco di stampa , prendono ciascuno una zappa e giù di santa ragione a darsela sui piedi infatti lo scrittore parla delle torture subite da ANTONIO GRAMSCI nelle carceri fasciste, dove subì, secondo lo scrittore, le peggio torture: forse inconsciamente l’autore di cotanta paccottiglia stampata ha confuso, al pari del collega Aldo Cazzullo, Antonio col fratello MARIO GRAMSCI, lui si morì a causa delle torture e sevizie inflittegli nel campo di prigionia canadese dove fu rinchiuso perché fascista. Ad ogni buon conto all’ indignata ignoranza dello scrittore fa eco quella disgustata del giornalista Augias che aggiunge: ” Gramsci morì consumato nelle infami carceri fasciste”. Comunichiamo ai due, ehm!..ehm..che Antonio Gramsci si spense all’ età di 46 anni, il 27 aprile 1937, alle h.04:10 am dopo due anni di degenza. Causa del decesso; emorragia cerebrale in soggetto affetto da polipatologie secondarie al morbo di POTT come da certificato di morte stilato dai medici; dott.ri FRUGONI e PUCCINELLI presenti al momento del decesso unitamente alla cognata TATIANA SCHUCHT che lo assisté amorevolmente e quotidianamente: la moglie e i figli si trovano a Mosca ). Luogo del decesso, clinica Quisisana, Roma: non esattamente un’infame carcere fascista. Le ceneri riposano per decisione arbitraria di Palmiro Togliatti, nel cimitero acattolico di Roma: pressi piramide Cestia ). Che dire del dott. Augias che ride di Ignazio La Russa e lui, uomo orgogliosamente di sinistra, dimostra di non conoscere la storia di colui guardato come modello ed eroe. Dott. Augias, chi scrive lo dice a ” nuora” perché “suocera senta” e portatrice dello stesso nostro corredo genetico: sardo ) nonché concittadina di chi scrive, donna BIANCA BERLINGUER che su Gramsci si è rivelata alla vostra altezza, sua e dello scrittore. Chi scrive Lo dice apertis verbis; lasciate riposare in pace Antonio Gramsci già così duramente colpito dalla malattia e dalla vita. Malattia che si manifestò in Gramsci all’ età di due anni, a 4 venne colpito da emorragia cerebrale dalla quale fu salvato a stento. Antonio Gramsci non navigò mai nell’ oro e paradossalmente chi lo aiutò fu proprio Mussolini che pagò di tasca propria anche gli oltre due anni di ricovero fino al decesso avvenuto al Quisisana. Mussolini che più volte intercedette presso il Re al fine di ridurgli la pena: il Re voleva farlo fucilare a causa del discorso anche contro la persona di Vittorio Emanuele che Gramsci tenne a Mosca e ammesso da Gramsci stesso durante il processo che lo vedeva imputato: leggete gli atti processuali e soprattutto cosa disse ad un certo punto il Giudice rivolto ad Antonio Gramsci: ” signor Gramsci, sembra proprio che i suoi compagni la vogliano in galera”. Mussolini aiutò molto Gramsci anche economicamente, con discrezione, ottenendogli degli incarichi presso alcune redazioni per contro Gramsci stimava Mussolini alla quale rimproverava, secondo Gramsci, lo spreco di denaro del Mussolini costruttore e bonificatore. Il vero nemico di Gramsci fu PALMIRO TOGLIATTI che si approprió anche dei quaderni del periodo del Quisisana. Inutilmente il fratello minore di Antonio Gramsci, Carlo, ne ha chiesto a Togliatti la restituzione. Su questo sito, inserita nell’ articolo titolato ” divulgatori di ignoranza” vi è la lettera autografa dove Antonio Gramsci chiede a Mussolini di essere trasferito in una struttura idonea a trattare le sue patologie. Mussolini lo fece prontamente trasferire a sue spese, al Quisisana dove rimase fino al decesso. Durante la degenza di Gramsci Mussolini fu costretto, dopo il tentativo di rapimento organizzato da Togliatti al quale Gramsci scampò saltando dalla balaustra del balcone del Quisisana procurandosi gravi fratture di piedi, anche e ischiopubica; Mussolini mise dei miliziani a protezione di Gramsci. Perché Togliatti tentò di far sequestrare GRAMSCI? Perché non voleva, dopo aver meticolosamente costruito il mostro MUSSOLINI non poteva permettere che quello stesso mostro col suo gesto umano distruggesse tutta la falsa e menzognera propaganda orchestrata dall’ ex focosa camicia nera che fu Palmiro Togliatti: noti i suoi appelli ai suoi ex camerati. Qui si riporta quello dell’ agosto del 1936. ” Fratelli! Compagni in camicia n’era. È l’ ora di prendere il manganello contro i capitalisti che ci hanno divisi”:su questo sito si vedano i documenti del tempo, articoli; MUSSOLINI MACCHINA DA SOLDI e, QUANDO C’ERA LUI, IL DELINQUENTE. la lettera scritta da Gramsci a Mussolini fa parte di un carteggio venuto alla luce grazie allo storico sardo LUIGI NIEDDU. Chi scrive è profondamente disgustata da pseudo intellettuali che per tirare su qualche centesimo e quarto d’ ora di visibilità non si fanno scrupolo a speculare anche su un’ uomo, un vero ed onesto intellettuale quale fu Antonio Gramsci, Nino in famiglia, così duramente colpito dalla vita. Gramsci merita ed ha diritto al rispetto anche della verità storica e non alle speculazioni menzognere di pseudo, appunto, solo degli pseudo poiché gli intellettuali di buona caratura e maturità compiuta leggono tutto quanto riguarda il personaggio di cui scrivono o parlano e trasmettono la ” verità” appresa e non quello che fa loro comodo mistificandone i contenuti omettendo ciò che non fa gioco ai propri interessi personali o di partito. A questa scrivente fu insegnato che quando si affronta un tema di qualsivoglia natura, si deve, testuali; ” pulire la mente come si pulisce la lavagna con una cimosa, sgomberandola da preconcetti ed ideologie personali analizzando lucidamente e con distacco i fatti ed i soggetti in esame e soprattutto documentarsi, non presso i propri colleghi ma negli archivi storici anche e soprattutto d’oltreoceano. MUSSOLINI e GRAMSCI si conobbero nel 1914, ad una conferenza tenuta da MUSSOLINI nella sala della Camera del lavoro gremita di giovani tra i quali vi era Antonio Gramsci che ammirava Mussolini che aveva aperto gli spazi del suo giornale, L’ Avanti, agli scrittori sindacalisti e meridionalisti. GRAMSCI difese Mussolini quando questi nel 15, fu arrestato dopo un comizio sull’ interventismo italiano nella prima guerra mondiale. GRAMSCI si schiera con MUSSOLINI quando questi fu costretto a dimettersi dall’ AVANTI a causa del loro partito, GRAMSCI lo appoggia con un’ articolo pubblicato sul ” Grido del Popolo” titolato ” Neutralità Attiva e Operante”. Tra i due vi era stima ed affetto reciproco soprattutto da parte di Mussolini nei confronti di Gramsci per la durezza di vita patita da Gramsci. Se non fosse stato per la protezione di Mussolini Gramsci non si sarebbe spento al Quisisana ma davanti ad un plotone di esecuzione dove il Re voleva mandarlo dopo quel discorso tenuto da Gramsci a Mosca: se ne prenda visione poiché è conservato negli archivi di Mosca come tutto il soggiorno Moscovita di Gramsci e di Togliatti profondamente detestato non solo da Stalin per la doppiezza e viltà di Togliatti. Per MUSSOLINI, nero su bianco, fanno fede le parole spese da PIO XII dopo la sua morte.” È il più grande uomo da me conosciuto e, senz’altro il più profondamente buono e ho troppe prove in mano che lo dimostrano”. Sempre su la7, rete che si sta rivelando sempre più fucina di pseudo intellettuali ma di autentici ignoranti ( a voler essere generosi). E per la serie a volte si ripropongono, come i peperoni mal cotti, ritroviamo il giornalista ALDO CAZZULO ospite di GIOVANNI FLORIS ( Bonu puddighinu ), che caricata a frescacce la sua doppietta spara alla cieca, in stile n’do cojo cojo, le sue..ehm!..ehm, “barzellette storiche”. Primo bersaglio dell’ imprudente e poco riflessivo Cazzullo dott. Aldo è GIACOMO MATTEOTTI di cui ricorre il 150˚ e quale occasione migliore per continuare a sparare, sputare e mingere su quel cadavere ancora appeso a testa in giù a piazzale Loreto dopo 80 anni; nulla è mai troppo per l’ unico, a loro dire, responsabile di tutto il male del 900; poi gratta gratta se chiedi loro che cosa è stato il fascismo nell’ idea di Mussolini non ti sanno rispondere, nella migliore delle ipotesi fanno scena muta, nella peggiore rispondono; ” le camice nere, stuprava le donne e, bla bla bla. Le camice nere erano, notiziamo al dott. Cazzullo, finanziate dalla STANDARD OIL AMERICANA! Mussolini se li ritrovò tra i piedi e cercò anche di ” sbarazzarsene”. Mussolini stupratore. È fatto noto a Lippis e Tonsiribus, non aveva necessità di stuprarle le donne poiché, senza dignità e ritegno le donne gli si buttavano ai piedi. Questa sua peculiarità fu “analizzata” in sala settoria dagli americani che metro alla mano misurarono quella sventurata mentula trovandola, commentarono, nella norma ma se avessero insistito nel manovrarla chissà magari sarebbero riusciti a rianimata riservando qualche sorpresa: amerigà! Il valore di uno strumento è dato da chi lo suona poiché si può avere tra le mani uno Stradivari ma se non lo si sa suonare….; capito? Amerigá! Alla luce di ciò Mussolini non ebbe necessità di stuprare nessuno semmai lo stupro lo subì, di gruppo, gli autori furono gli stessi che lo ebbero in custodia, la 51^ gloriosa brigata garibaldina di “suini”: col dovuto rispetto per i maiali; leggasi il referto autoptico, privato, redatto dal Prof. Pierluigi Cova che affiancava quel giorno che i cadaveri di Mussolini-Petacci giunsero in obitorio, il Prof, Cattabeni, medico settore titolare del caso MUSSOLINI-PETACCI. Sorvolando sulle lesioni da difesa sul corpo di Mussolini, abbondante liquido seminale fu rinvenuto nell’ orifizio anale e cavità buccale di Mussolini. Bocca ano e vagina per la Petacci. Il Prof. COVA dovette redigere di nascosto quel verbale poiché fu intimato loro di non eseguire l’ autopsia sui corpi. Su richiesta statunitense, presenti in sala settoria, dalla teca cranica di Mussolini venne estratto il cervello dal quale vennero prelevate alcune sezioni che furono spedite negli Usa per essere analizzate. Non fu riscontrato nulla di patologicamente rilevante inclusa la lue: di cui gli americani cercavano l’ agente infettante, il treponema pallidum o spirocheta che nella fase terziaria invadono il cervello provocando la pazzia, lue però di cui era afflitto CHURCHILL, un eredo luetico poiché trasmessagli per via materna a sua volta infettata dal padre che la contrasse durante uno dei suoi viaggi in veste di agente dei ROTHSCHILD-BAUER: il pazzo era Churchill che chiese a ROOSEVELT di sganciare l’ atomica su Mosca: lettera autografa di CHURCHILL a ROOSEVELT su questo sito ). Torniamo a GIACOMO MATTEOTTI in odore di “beatificazione”. Di MATTEOTTI si conosce poco e confusamente l’ultima parte della sua vita conclusasi tragicamente. Poco o nulla si conosce del giovane MATTEOTTI che al pari di Mussolini e, nel suo “piccolo” Antonio Gramsci: tutti e tre socialisti, non era sicuramente un soggetto, Matteotti, di tutto riposo. Oggi MATTEOTTI starebbe parecchio sugli zebedei a tutti soprattutto alla sua parte politica. Senza voler fare qui l’ esegesi completa di MATTEOTTI ci si atterrà alla sola trattazione di alcuni fatti anche giudiziariamente provati. Dunque! GIACOMO MATTEOTTI veniva ironicamente appellato dai suoi compagni ” il socialista milionario”; pare che la sola rendita in liquidità ammontasse a due milioni di lire del tempo, Il resto consisteva in patrimonio immobiliare. Pochissimi conoscono, e quei pochissimi si sono sempre ben guardati dal divulgarlo che GIACOMO MATTEOTTI nel 1917, fu processato e condannato: confermata in appello ), dal Pretore di Rovigo per disfattismo, manifestazione sediziosa e grida: il Prefetto anch’egli presente in aula durante il processo, ne chiedeva l’ arresto per le inqualificabili parole proferite focosamente da MATTEOTTI durante il Consiglio Provinciale di Rovigo, tenutosi nel giugno del 1916. All’ ordine del giorno vi era la discussione sulla solidarietà nei confronti dei cittadini Vicentini, sfollati a migliaia dalle loro città assediate durante la prima guerra mondiale, dai soldati austriaci sotto il comando del Gen. Von HOTZENDORF e nota come la battaglia degli altipiani. Matteotti si oppose perché contrario alla solidarietà e all’ accoglienza dei profughi Vicentini e poiché era l’unico che si opponeva si scagliò con vemenza contro gli altri consiglieri, favorevoli invece all’ accoglienza degli sfollati apostrofandoli con le seguenti infuocate parole; tutto a verbale ; ” Siete degli assassini! Dei barbari! A voi non importa che il nemico sia alle porte, siamo dei senza Patria” ecc.ecc. Naturalmente il focoso intervento di Matteotti non si concluse con con le ultime parole citate ma chi di buona volontà volesse approfondire è tutto a verbale basta faticare un pochino e trovate tutto su “San Matteotti” un razzista al contrario, contro la sua stessa gente. Il 31 di luglio 1917, MATTEOTTI fu schedato come socialista pericoloso e sottoposto ad un controllo fisso da parte delle forze dell’ordine. 31 maggio 1919; nella scheda che lo riguarda, oltre le caratteristiche fisiche patrimonio etc. Le forze dell’ordine sottolineano il contegno di Matteotti verso le autorità. definito indifferente, sprezzante. Buon oratore, individuo solitario, ammogliato con figli è soprannominato ” tempesta”. Si lascia al lettore ogni valutazione incluso l’ atteggiamento degli storici o pseudo tali di cui Matteotti non è che uno dei tantissimi esempi. Ma torniamo al grande giornalista Aldo Cazzullo ed al vile e barbaro assassinio del Deputato socialista la cui responsabilità è secondo CAZZULO et simili, di BENITO MUSSOLINI che si assunse la responsabilità politica; si ripete per gli eventuali dislessici. MUSSOLINI BENITO ANDREA AMILCARE SI ASSUNSE LA RESPONSABILITÀ POLITICA per l’ omicidio MATTEOTTI dal quale trassero vantaggio gli americani della Sinclair oil e il nefasto VITTORIO EMANUELE III del quale a mezza bocca in Italia si diceva e, i quotidiani lo titolavano che fu lui, il Re, il mandante dell’ omicidio causa il suo ingresso a titolo gratuito nell’ azionariato della SINCLAIR OIL ” scoperto” da MATTEOTTI ma non solo, ed in successivo lavoro completeremo le informazioni. Mussolini un po come Aldo Moro qualche decennio dopo, stava aprendo all’ ingresso dei socialisti nel Governo e benché Mussolini considerasse Matteotti un piantagrane tuttavia ne aveva stima e lo voleva al governo. Ad ogni buon conto nessuno credette mai che ad ordinare l’omicidio di Matteotti fosse stato Mussolini lo stesso BENEDETTO CROCE che sicuramente non era fascista e men che meno era tra gli estimatori di Mussolini, si fece promotore, il 24 giugno, post omicidio Matteotti, del voto di fiducia che firmò, al Governo Mussolini. MATTEOTTI a Londra entrò in possesso dei documenti che avrebbero fatto rotolare la corona e forse non solo dalla testa del Re. : Una nota curiosa; Giacomo Matteotti era massone, un 33˚ grado, tra i suoi assassini, vigliacchi e venduti, vi erano dei massoni uno era AMERIGO DUMINI che gli inferse, stando alla narrazione, il colpo mortale…: vatti a fidare dei confratelli. Restando sempre sul grande giornalista et storico d’ imperio dott. Cazzullo e sempre su la7, medesima trasmissione, il Cazzullo continua con livore e quasi odio a scagliarsi su chi? Ma naturalmente su quel cadavere ancora appeso dopo 80 anni a piazzale Loreto e cosa ci “duce” questa volta dott. Aldo? Si pregia comunicarci un’altra sequela di ignorantaggini, quali? Mussolini ha fatto rinchiudere la sua compagna e il figlio avuto da lei in manicomio. Dunque… Cazzullo!! Fiuú..fiuuú!! Prima cosa, Mussolini non poteva far rinchiudere nessuno da nessuna parte in quanto all’ epoca dei fatti citati dal sedicente storico Cazzullo, Mussolini era un signor nessuno anche se piuttosto noto soprattutto alle forze dell’ ordine per i suoi arresti; il primo avvenne in Svizzera dove riparò per problemi d’alcova. Aveva intrecciato una relazione con una donna sposata il cui marito non la prese sportivamente. In Svizzera fu arrestato per vagabondaggio, fu trovato che dormiva sotto un ponte poiché il poco denaro che guadagnava come muratore al mattino e garzone di bottega la sera non gli era sufficiente per pagarsi l’ affitto di una stanza. In tasca gli trovarono il diploma di insegnante e pochi spiccioli: in tutti gli atti giudiziari che riguardano Mussolini imputato Egli vi è appellato col titolo di professore poiché insegnò alle superiori. IDA IRENE DALSER citata da Cazzullo, non fu la compagna ma la moglie, la prima, sposata col solo rito religioso nella parrocchia di Supramonte dopo che seppe che aspettava un figlio che, il mostro stupratore MUSSOLINI riconobbe con atto notarile garantendo così al piccolo ogni diritto giuridico legale incluso quello di entrare nell’ asse ereditario paterno. Al piccolo fu imposto il nome di BENITO ALBINO e finì in manicomio insieme alla madre, coattamente, in primis perché al tempo, (prima metà del 900), non esistevano le tutele di cui godiamo oggi e secondariamente, per le conoscenze mediche del tempo, il bambino fu ritenuto instabile, esagitato. Probabilmente era solo iperattivo ma era il 1915-16. Chi era IDA IRENE DALSER. Figlia di un Borgomastro godeva di una certa serenità economica. La DALSER era una donna, come potremmo definirla, eccentrica? Libera? Giudichi il lettore. La DALSER ante conoscenza Mussolini, era titolare di un centro estetico a Milano prevalentemente frequentato da soli uomini e per questo ma non solo, era una donna molto chiacchierata per il tempo, parliamo di inizio 1900 -1914. La prima disavventura giudiziaria la DALSER la ebbe a causa di una sua relazione finita in tribunale, la Dalser si legò sentimentalmente ad uno dei suoi clienti, sposato, del quale sono note le generalità che qui si riporta solo parzialmente, tale prof. GIUSEPPE BRAMBILLA che stancatosi delle intemperanze aggressive e persecutorie della donna troncò di netto la relazione, la Dalser non voleva rassegnarsi e lo molestava anche sul luogo di lavoro. La Dalser allora lo denuncia accusandolo di averla sedotta e abbandonata e chiedeva un risarcimento di 100.000£ per danni morali ma poiché era recidiva da fatti simili: leggasi atti giudiziari), il tribunale di Milano gli va contro e la diffida dall’ avvicinare e/o molestare il professore: tempo dopo farà la stessa cosa a Mussolini). Perché finisce in manicomio. Il fatto accadde all’ interno dell’ ospedale dove Mussolini era convalescente reduce da un’ intervento chirurgico per estrargli le schegge di una munizione colla quale i suoi commilitoni al fronte stavano caricando un cannoncino ed esploso pare, anzitempo, intevento che gli lascerà come conseguenza l’ arto più corto costringendolo a portare finché visse un rialzo all’ interno della scarpa per pareggiare l’assimmetria: fatto questo che da solo smentisce il racconto partigiano che voleva un Mussolini camminare speditamente e impaurito verso il luogo della seconda fucilazione: Mussolini fu assassinato nella cascina dei De Maria al mattino, intorno alle 10), ma torniamo a Ida Dalser. La Dalser irrupe nella stanza dove si trovava Mussolini con in braccio il piccolo Benito Albino neonato e vi trova Rachele Guidi con la piccola Edda: Mussolini sposerà Rachele solo nel 1925 col rito civile poiché era già coniugato con la Dalser col rito religioso: ciccio pasticcio). La Dalser che sapeva di Rachele butta sul letto dove giaceva Mussolini il piccolo Benito e afferrato da un carrello adibito alle medicazioni, un ferro chirurgico si scaglia su Rachele e la aterra cercando di colpirla. Accorrono medici e infermieri che cercano di separare le due donne: pare, stando alla relazione che accompagnava il foglio di ricovero coatto inoltrato al magistrato dai sanitari del nosocomio dove era ricoverato Mussolini, che la Dalser fosse affetta da squilibrio mentale, “carattere nevropatico in soggetto dotata di forza mascolina”. Omissis sul resto della relazione dei sanitari che portò la Dalser al suo primo ricovero coatto. Nel 1917, la Dalser è espulsa da Milano; nel dispositivo di espulsione si legge, dopo le generalità etc. omissis prima parte ) ” Pericolo di turbamento per l’ ordine pubblico”. La Dalser approda a Napoli col piccolo Benito Albino e si installa in un albergo dove prende a tempestare di lettere le autorità locali dalla quale pretende si accollino le spese del mantenimento suo e del piccolo Benito Albino nonostante risulta versata sul conto intestato a Benito Albino, la somma di 100.000 £. Da Mussolini. Inoltre risultano erogatete alla Dalser: documenti su questo sito), la somma di 200 £. al mese in qualità di moglie del soldato Mussolini; così si legge nel documento del Comune di Milano. Nel settembre del 1918, il Prefetto di Napoli scrive all’ ufficio riservato del ministero degli interni alla quale allega una relazione della polizia sulla Dalser che così si riassume ” la donna minaccia il suicidio mentre privatamente si da alla “vita allegra” virgolettato di chi scrive poiché nel rapporto si legge altro che per pietas cristiana si omette. Il ministero dell’ interno ordina di intensificarne la vigilanza. C’è anche una relazione medico-psichiatrica sul piccolo Benito Albino del quale si omette il contenuto, duro e impietoso in rispetto della memoria di questa creatura che non è più. Documenti presso l’ archivio della Prefettura di Napoli; anno 1918 pregando chi intende accedervi per le legittime verifiche, di farlo tenendo presente che sta entrando nelle vite e nella salute di due persone non più viventi ed una volta presa visione dei documenti non ne usi il contenuto per acchiappare clic sui propri siti o scrivere mediocri libelli facendo i fenomeni ma piuttosto dimentichi quanto leggerà e chiuda con una preghiera in loro memoria. Si conclude notiziando in estrema sintesi che del piccolo Benito Albino ne assunse la tutela legale la sorella di Ida Dalser, ADELE, coniugata PAICHER, che adottarono Benito Albino. La quiete durò poco poiché Ida Dalser rientrò al Paese natio costringendo il cognato a scrivere ripetutamente ad Arnaldo Mussolini lamentando i comportamenti della cognata Ida che così si riassumono, testuali; ” sta facendo impazzire e vergognare tutta la famiglia”. In sintesi i PAICHER furono costretti a vendere tutto e trasferirsi lontano da Ida Dalser. Benito Albino venne inserito nel Real Collegio di Moncalieri frequentato dall’ alta borghesia e nobiltà. Arnaldo Mussolini se ne prese cura finché rimase in vita. Arnaldo Mussolini al quale Benito Albino si legò da profondo affetto, oltre a scrivere spesso al nipote lo andava a trovare, cercando di orientare il ragazzo verso percorsi professionali anche musicali. Al Real Collegio di Moncalieri Benito Albino vi rimase 5 anni; non strinse mai rapporti con nessuno dei compagni e pare che trascorresse il tempo a fare le imitazioni davanti allo specchio del padre, Benito Mussolini. Il crollo totale e definitivo il giovane Benito Albino lo ebbe dopo la morte dello zio Arnaldo deceduto all’ età di 46 anni a causa di un’ infarto dopo le accuse di aver preso tangenti dalla SINCLAIR OIL. Pare, ma chi scrive non ha cercato il riscontro, che l’ ultimo ricovero di Benito Albino nell’ OP dove poi morirà, sia stato per volontà dello stesso, sfortunato giovane. Per sentimenti di profonda compassione chi scrive ha deciso di non andare oltre e lasciare riposare in pace chi non è più e soprattutto non può replicare. ITALO BALBO. Si resta sul dott. Aldo Cazzullo, sempre su la7 medesima trasmissione condotta da Giovanni Floris: purtroppo è un conterraneo). Cristallizzato sulla seconda guerra mondiale questa volta il bersaglio dello storico, motu proprio, Cazzullo, è ITALO BALBO definito dal giornalista un pluriomicida…: sti cazzi! Colpevole, Italo Balbo, secondo A. Cazzullo delle peggio nefandezze e di cosa di una gravità estrema poiché il su menzionato ” storico” accusa ITALO BALBO, di essere responsabile dell’ omicidio sacrilego in quanto parla di un sacerdote, un consacrato con l’ olio crismatico, don Giovanni Minzoni. Ora nel corso del tempo, a querela di parte, diverse sentenze dopo relativi processi hanno dimostrato la totale estraneità anche morale di ITALO BALBO nel frattempo deceduto, al vile e sacrilego assassinio di don MINZONI: leggasi ad esempio la sentenza della CORTE d’ASSISE di FERRARA, 20 giugno 1947 che esclude ogni partecipazione di ITALO BALBO all’ omicidio di don MINZONI. Ma poiché la diffamazione è continuata nonostante le condanne in capo ai diffamatori, PAOLO BALBO, figlio di Italo e avvocato, in difesa della memoria del padre ha, ogniqualvolta si è reso necessario, inoltrato nuove querele per diffamazione anche nei confronti di giornalista del tg3, CARLO BENEDETTI che dovette ritrattare durante il tg, l’ accusa nei confronti di ITALO BALBO per l’ omicidio MINZONI: anno 1994). Il 9 gennaio 1973 è querelato, sempre per lo stesso motivo, il quotidiano il Messaggero, che rettifica come segue; ” IL MARESCIALLO ITALO BALBO RISULTÒ DEL TUTTO ESTRANEO AL GRAVISSIMO ATTENTATO ( morte ) DI DON MINZONI. SI ESPRIME RAMMARICO PER L’ INVOLONTARIO ERRORE “. : Chiamalo errore ). Diverse condanne e relativi risarcimenti per diffamazione nel corso degli anni contro un uomo, Balbo, che ha dato lustro all’ Italia, che fu non solo contrario alla guerra e alle leggi razziali promulgate da quella iattura che è stato per l’ Italia VITTORIO EMANUELE III. ITALO BALBO fu amico e difensore degli ebrei gli unici oltre alla famiglia che ne hanno difeso la memoria: su questo sito i video del tempo). ITALO BALBO fu un governatore illuminato, tra le innumerevoli opere ed infrastrutture da lui create ne spicca una, ovvero la costruzione della sede INPS a Tripoli. Da ricerche effettuate risulta che i lavoratori libici godevano degli stessi diritti previdenziali degli italiani e, benché Mussolini fosse contrario, alle popolazioni indigene venne concesso da BALBO il diritto di cittadinanza italiana. L’ istituto era presente e operante con le sue sedi in tutte le regioni dove si estendeva l’ Impero che Mussolini conquistò per Sua Maestà ” sciaboletta”; mai iattura più grande si abbatté sugli italiani. Di BALBO il criminale di guerra, Eisenhower ebbe a dire ” Il Generale BALBO è uomo fatto più per gli americani che per gli italiani”. Eisenhower ebbe modo di conoscere abbastanza bene Balbo poiché fu incaricato di occuparsi del soggiorno di ITALO BALBO durante la sua permanenza negli States dopo la coraggiosa trasvolata che costò la vita a tre equipaggi. Un’ altro americano, HENRY NEW disse ” Se il Generale BALBO dovesse restare in America verrebbe eletto Presidente”. Negli Usa ITALO BALBO ha vie e piazze importanti dedicate in ricordo di quella eroica impresa di cui fu a capo mentre qui in Italia è stato e viene tuttora diffamato da soggetti di una mediocrità assoluta per non parlare dell’ ignoranza, dolosa, storica pressoché priva di lacune; degli italiani piccoli piccoli, talmente piccoli che un funzionario dell’ Ambasciata italiana a Chicago, chiese al Sindaco di cancellare le vie dedicate a BALBO e rimuovere il monumento a lui dedicato. Il Sindaco di Chicago, perplesso chiese all’ ” asino” italiano : ” Perché?! Il Generale BALBO non ha compiuto la trasvolata atlantica?” Non pervenuta la risposta data dal ciuco tricolore ma solo l’ imbarazzo poiché ignorava l’impresa compiuta da BALBO che non fu l’ unica. ITALO BALBO fu il fondatore dell’ aeronautica militare e del paracadutismo militare e fu sua l’intuizione dei voli commerciali; credeva fortemente nell’ interscambio culturale tra i popoli oltre che, naturalmente, il business che ne poteva derivare. Oggi abbiamo notizia che il ministero della difesa ha fatto rimuovere il suo nome e la proibizione di apporlo sulle carlinghe degli aerei: quanta pochezza, BALBO fu onorato dagli inglesi e tuttora rispettato dagli americani solo in Italia è diffamato da ” 4″ ignoranti pieni di pregiudizi e false ideologie i cui unici talenti nel quale eccellono sono oltre all’ arroganza, la Spocchia l’ Intolleranza la mediocrità professionale e l’ antidemocraticità guarda caso tutte caratteristiche attribuite ai fascisti: ben profetò quel criminale di Churchill; i fascisti del futuro si diranno antifascisti. ITALO BALBO fu anche profeta poiché nel 36, parlando con quel rosicone di DINO GRANDI disse ” se dovesse esserci una guerra e se l’ Italia dovesse entrare nel conflitto sarebbero gli americani a dire l’ultima parola”. : Per la cronaca notiziamo che anche Italo Balbo era massone come il suo più grande amico di tutta la vita RENZO RAVENNA che era ebreo: ITALO BALBO ha lasciato dei diari oltre naturalmente ai piani di volo utilizzati dal figlio Paolo per smentire la folta schiera di donne-madri che attribuivano la paternità a BALBO avanzado pretese monetarie ed ereditarie: anche così nascono le calunnie). Continuano a menarcela con la solfa che Mussolini ha trascinato l’ Italia in guerra: GNURANT!! Se questi “sapienti” avessero non studiato ma almeno letto lo Statuto Albertino si sarebbero risparmiati la mortificazione della loro dignitas di ” conoscitori” della storia poiché non era prerogativa del Capo del Governo dichiarare lo stato di guerra ma del Re! Quello sfigato di Mussolini dichiarò lo stato di guerra su delega di quella vecchia faina di sciaboletta e, perché Sua Maestà lo fece? Naturalmente per pararsi i ciappet, se la guerra fosse stata persa come poi è stato, la colpa sarebbe stata di Mussolini per contro, in caso di vittoria il merito sarebbe stato del Re soldato in quanto Mussolini, più volte, prima de visu successivamente attraverso lettere ( conosceva il “pollo”), lettere di cui una è pubblicata su questo sito, informava il Re che l’ ITALIA non era pronta per entrare in guerra. Scarsi gli armamenti la Fiat sembrava arenata con la costruzione di blindati e macchine di terra : più avanti il lettore scoprirà perché era “arenata”), mentre la PIAGGIO aveva approntato solo 6 aerosiluranti. Quegli stessi i cui progetti ci furono rubati dagli americani che li costruirono a tempo di record permettendo loro di vincere sui Giapponesi: articolo, documenti e videointervista della spia americana l’ ingegnere aeronautico, W. TOMPKINS, su questo sito. Mussolini fu suo malgrado costretto ad entrare in guerra e sotto certi aspetti, non giustificabili, lo fu anche il Re che riceveva pressioni attraverso lettere, 7, ricevute dal governo francese attraverso la Santa sede che non mancò di ” consigliare ” il Re a non indugiare oltre ad entrare in guerra per bloccare, dicevano, l’ azione di Hitler. Le lettere di pressione furono si! Inviate dal governo francese ma su imput del governo inglese con l’ imprimatur degli americani. In buona sostanza è lo stesso schema che si sta riproponendo oggi per la guerra Ucraina Russia anche se oggi ha il duplice scopo di ” preparare” gli europei. Oggi è Macron a metterci la faccia coi suoi annunci mentre il governo inglese lo appoggia in modo quasi defilato limitandosi ad annunciare l’ invio di nuove armi all’ Ucraina. Nello sfondo quei cani morti di ” Biden-Obama” che premono sugli alleati esclusa l’ Italia di cui non si fidano affinché ” sbaglino” lancio indirizzando su Mosca qualche missile nucleare nel mentre continuano a riempire pannoloni a causa dell’ affare BURISMA annunciato da PUTIN e di cui questo sito ha dato conto qualche anno fa. Il brutto affare BURISMA che è solo la punta dell’iceberg dei crimini americani commessi insieme ai loro servi nazisti ucraini e dei quali Putin è a conoscenza: Putin vivo è un rischio che gli O-BIDEN- CLINTON HILLARY, non possono e vogliono correre ma, anche i cinesi hanno da perdere non poco. E l’Italia? Vediamo se riescono a fare meglio di Mussolini che uscì dal Consiglio delle Nazioni mandandoli tutti a cagher. MERY DEL VAL segretario di Stato di Pio XII, su MUSSOLINI ” Mussolini è un uomo con una chiara visione delle cose, ( prosegue sulla religione); ha voluto e vuole che la religione sia rispettata e onorata. Visibilmente protetto da DIO: si veda il carteggio tra San Pio e Rachele Mussolini dove Padre Pio pressava perché non entrasse in guerra poiché l’ avrebbe pagata cara). Egli, prosegue De Val, ha sapientemente rialzato le sorti dell’ azione, accrescendone il prestigio in tutto il mondo: vedasi prime pagine di quotidiani anche internazionali, su questo sito, che narravano di Mussolini come l’ ago della bilancia della politica internazionale. A distanza di 80 anni dalla fine della guerra nessuno, né gli Anglo-invasori ne i governi succedutisi alla guida di questa martoriata nazione per non parlare degli storici o sedicenti tali, hanno mai discusso quella clausola contenuta nello statuto delle NU che dichiara la Germania l’ Italia e il Giappone nazioni nemiche, vale a dire che qualsiasi nazione membro in qualunque momento può bombardare la Germania piuttosto che l’ Italia o il Giappone senza neanche preoccuparsi di fare la dichiarazione di guerra: se ne consiglia la lettura alla Premier Meloni ed al Prof. Mattarella che parla di pace del tutto dimentico delle sue azioni in veste di Ministro della Difesa che mandò a bombardare il Kosovo e i nostri soldati a morire di uranio impoverito. Chi scrive prova vergogna per l’ astensione dal voto per lo Stato di Palestina da parte del governo italiano. Zerbinaggio o mero interesse monetario?. Per la cronaca si porta a conoscenza di chi legge che la Germania non firmò mai una resa agli alleati ne alcun trattato di pace in quanto ad arrendersi agli alleati fu il solo esercito tedesco non il governo Presieduto da KARL DONIZ, ne il popolo tedesco. La Germania si limitò a firmare un trattato di amicizia; gli italiani per loro, ed oggi nostra somma sfiga, avevano VITTORIO EMANUELE III e PIETRO BADOGLIO Marchese del Sabotino. Ed ora proviamo a chiarire le cause del perché la Fiat di Agnelli andava così a rilento fino ad arenarsi, nella costruzione di blindati e macchine da guerra di terra fornendo al lettore le ultime tranche di dollari presi da Fiat per aver ben servito gli americani anche con gli scioperi organizzati per dare la prima spallata per far cadere Mussolini dopo che questi chiuse loro i rubinetti dei finanziamenti pubblici. Come da elenco statunitense; FIAT- 4.159.000 – 12.820.658- 1.800.000- 3.475.000- 8.43.000 : L’ elenco in lingua inglese con i beneficiari e le cifre elargite, sono a disposizione di chi con motivazione ne fa richiesta. Purtroppo è necessario tornare sulle leggi razziali sulle quali pare vi sia ancora molta “nebbia”. Dunque! Le leggi razziali furono emanate dal terzo Reich il 7 aprile 1933: ALFRED ROSENBERG, ebreo, fu uno dei principali ispiratori), le motivazioni e relativi documenti il lettore li trova su questo sito. L’ Italia le recepisce il 17 novembre 1938 e le promulga Sua Maestà con RDL ( Regio Decreto legge n˚ 1728, recante firma e sigillo Reale di Sua Maestà, Vittorio Emanuele III controfirmate da Benito Mussolini, Galeazzo Conte Ciano ministro degli esteri, Paolo Thaon di Reve, ministro delle finanze e da Arrigo Solmi. Per amore di cronaca storica si aggiunge che le leggi razziali fin dove si estendeva l’ Impero di Sua Maestà e sotto il governo Mussolini, le leggi razziali erano boicottate ma! Non sotto i governi Badoglio infatti vi fu il rastrellamento del ghetto e altre Badogliate. Badoglio ricevette i pieni poteri conferitigli dal Re ed il suo imprimatur al rastrellamento del ghetto: articoli e documenti su questo sito). Mussolini era agli arresti a Ponza prima e la Maddalena poi. Ora anche il conduttore Luca Sommi è edotto sulla genesi e gli autori primi delle leggi razziali in ragione di ciò sì invita anche il conduttore LUCA SOMMI assai poco ferrato in storia e sufficientemente pigro da non documentarsi, di limitarsi a discettare della materia nella quale è edotto e che maggiormente gli sta a cuore tralasciando sciocchezze come le scarpe di cartone gli stupri ecc. Se il conduttore Sommi si fosse dato pena di verificare, anche per cultura personale, quanto appreso dai suoi colleghi allora saprebbe che oltre agli scarsi armamenti, alla disastrosa campagna di Russia molto contribuì l’ aver affidato il comando a persona inadeguata quanto impreparata al ruolo e voluto da Vittorio Emanuele che impose GIOVANNI MESSE, umili genere natus, non che questo sia una colpa semplicemente mancava di una formazione e preparazione che la famiglia non poté offrirgli e che la campagna di Russia ha disastrosamente messo in luce a spese dell’Italia; la Caporetto della seconda guerra mondiale e come per Badoglio anche Giovanni Messe fu pluridecorato dal Re al suo rientro dalla Russia. Ma Messe fu molto apprezzato anche dai tedeschi per quella stessa missione al punto che lo insignirono della croce di ferro. Messe servì il Re come attendente personale per 4 anni. Forse bisognerebbe porsi qualche domanda sul Re che premiava chi affossava l’Italia. GIOVANNI MESSE fu l’ ultimo Maresciallo d’ Italia e fu anche massone, fu iniziato in quel di Firenze, loggia Michelangelo; brevetto n˚ 53.738. Tornando al conduttore Luca Sommi ed alle sue amenità storiche di riporto, perché lo fa? E soprattutto lo fa motu proprio? Il giogo di chi indossa? O dietro a tutto ciò vi è la ragione più vecchia di questo mondo ovvero la corruzione, dazione di denaro o altri benefit al fine di suonare a favore di telecamera la solita grancassa di una propaganda ormai stantia che poi è anche la ragione che ha spinto questa scrivente a porsi la domanda del perché tanto odio e livore nei confronti di un solo soggetto che è Benito Mussolini raccontato come l’ unico artefice e responsabile non solo dell’ entrata in guerra ma di tutti i fatti nefandi che al suo interno vi sono stati compiuti. Non si è potuto non rilevare che da tutti costoro non sono mai stati neanche marginalmente chiamati in causa Vittorio Emanuele III piuttosto che Pietro Badoglio suo delfino fin dai tempi della prima guerra mondiale che per le sue gesta “eroiche” : Caporetto per non parlare dell’ Iprite in Africa e tante altre nefandezze di cui si rese protagonista fu insignito da Sua iattura il Re, Marchese del Sabotino: nomen atque omen ). Intanto gli austriaci per non sapere ne leggere e ne scrivere, a titolo di risarcimento per la Badogliata del 1916, si sono appropriati di 4,7 tonnellate di oro italiano in lingotti e detenuti presso la banca centrale austriaca: recano ancora la punzonatura della nostra zecca). E pensare che Mussolini mandò in loro soccorso 4 divisioni per salvar loro il culo dai tedeschi. E dunque, rifletti, pensa e, ricerca si ritiene aver trovato la risposta, il fil rouge che lega gli attori del passato ed in larga maggioranza quelli del presente, Il comune denominatore che si ritiene faccia chiarezza su questi profondi sentimenti di odio e livore nei confronti di Benito Mussolini ancora vivi e palpitanti dopo 80 anni da Piazzale Loreto anche se forse per qualcuno, non è da escludere, vi possano essere motivazioni personali come potrebbe essere per il giornalista Aldo Cazzullo che oggettivamente richiama una certa fisicità col duce, il volto nel suo insieme ne richiama una certa somiglianza, chissà, magari qualche ascendente femminile del buon narratore, quando non si accende su Mussolini, e giornalista Aldo Cazzullo potrebbe aver ceduto al fascino seduttivo del potere perché una cosa va detta, Mussolini non era certo un’ Adone semmai il contrario. A ben pensarci lo stesso scrittore Scurati che non supporta quel che scrive con uno straccio di documento storico, presenta tratti di simiglianza col Duce, nel volto; gli occhi ma forse più banalmente potrebbe trattarsi di problemi di tiroide, gli occhi sembrano virare verso un BASEDOW il che spiegherebbe gli improvvisi scoppi di ira e aggressività per futili motivi quali ad esempio le domande di giornalisti che pure gli hanno dato notorietà. Ma ormai lo scrittore e martire salito agli onori degli altari è un venerabile, uno a cui chiedere le grazie e la prima la chiede chi scrive; Venerabile Andònio, la prego, potete Voi guardare all’ umiltà di questa Vostra fedele, e nella prossima Vostra opera pia potete parlarci del Re, il grande Re soldato e del grande generale Badoglio, grande condottiero e fuochista: si vedano i giovani soldati austriaci generosamente fatti inondare di carburante dentro ad un tunnel e lì arsi vivi motivo, non l’ unico, per il quale lui ed i suoi ufficiali furono denunciati per crimini di guerra e ne fu a giusta ragione chiesta la fucilazione ma fu salvato dal Re guerrafondaio. Ecco, potete esaudire questa umile supplica magari accompagnando i Vostri scritti san Andò! con documenti, autentici, storici…; baciamo le mani: Scurati è un premio Strega che al di là di quel che si dice sullo Strega che sarebbe più truccato del festival di Sanremo tuttavia ha il suo peso sui disinformati che sono la maggioranza; vedi Cazzullo & colleghi. Dopo la richiesta di grazia torniamo al comune denominatore, al fil rouge. Abbiamo detto che Giacomo Matteotti apparteneva alla massoneria, un 33˚ grado, il più alto a conoscenza di chi scrive, tra i suoi assassini vi erano dei massoni. Lo stesso Italo Balbo era Massone come pure il suo più caro amico Renzo Ravenna. Lo furono e lo sono i Savoia. Appartenevano alla massoneria anche tutti i partecipanti alla marcia su Roma. Mussolini non sarebbe mai diventato il Duce senza la massoneria ” ebraica” ; il virgolettato è il doveroso distinguo che va fatto tra i Semiti, veri ebrei, e gli ebrei di frodo vedi Netanyahu. I finanziatori del Nazi-fascismo, grandi industriali d’ oltreoceano erano e sono massoni; Rockefeller, Ford ecc. Rimanendo oltreoceano tutti i Presidenti americani ad esclusione di JFK erano e sono massoni della peggior specie, Biden Obama, i Clinton, i Busch, Trump: mal tollerato e di cui ne è stato deciso l’ omicidio). I Rotschild grandi burattinai e cravattari d’Italia erano e sono massoni. È massone George Soros, Warren Buffett, Bill Gates e tutti i loro beneficati. Lo sono i sigg.ri di Bruxelles e tutti gli appartenenti al famigerato gruppo Bilderberg e associazioni similari. Lo erano i personaggi cosiddetti patrioti che anziché farsi 2 fili di mentule loro si diedero a fare l’ unità d’Italia che non abbiamo ancora finito di pagare; GIUSEPPE MAZZINI che fu iniziato nel carcere di Savona. Il mercenario dei due mondi, GIUSEPPE GARIBALDI di rito Scozzese- siculo. CAMILLO PENSO ( sia stato un grande…) Conte di CAVOUR e tanti altri: l’ elenco è troppo lungo). Ma gli italiani non hanno di che essere invidiosi poiché sicuramente non diffettiamo in appartenenti alla massoneria che hanno metastazzizato tutti i gangli del potere, dalla politica passando per il giornalismo l’ industria, la famiglia Agnelli in rappresentanza di altri loro colleghi. Per la magistratura si ricorda qui il Giudice Agostino Cordova, la sua inchiesta sui colleghi magistrati appartenenti alla massoneria: non deviata, che non esiste, massoneria e basta), ciò che gli è stato fatto. E che dire della politica e delle bombe; San Giorgio al Velabro e San Giovanni in Laterano in risposta al massone Giorgio Napolitano e Giovanni Spadolini anch’egli massone, per aver firmato ob torto collo la legge 17 contro la massoneria e le associazioni segrete che riprende quella fatta da Mussolini. Legge fortemente voluta da Tina Anselmi ricordata e celebrata solo come partigiana dai massoni presenti nelle istituzioni in questo caso bipartisan. Tra gli esponenti della criminalità organizzata si cita Totò Riina fondatore della loggia Camea. E torniamo a Mussolini e all’ odio ancora acceso come un fuoco perenne nei suoi confronti. Cosa fece Mussolini per attirarsi l’ odio viscerale e la continua e martellante propaganda posta in essere da vari soggetti, politici di sinistra dentro al quale non diffettano i massoni anche donne, e dimentichi del fatto che Mussolini era un socialista figlio di socialista e per sua, di Mussolini, ammissione, sarebbe morto socialista. Dunque! Era il 1914, ad Ancona si sta svolgendo il congresso socialista nel quale è presentato un’ordine del giorno a firma di Benito Mussolini e Giovanni Zibordi, documento dove si sancisce l’incompatibilità tra il socialismo e l’ appartenenza alla massoneria. Il testo è approvato dai delegati di cui uno è lo stesso Mussolini, delegato dalla sezione del partito socialista, sede di Milano. Nel maggio dello stesso anno, 1914, durante l’ assemblea generale del GOI, Grande Oriente d’Italia, viene votata l’espulsione di tutti i membri, massoni che hanno votato a favore dell’ ordine del giorno Mussolini-Zibordi. Si arriva al 1923, Seduta del Gran Consiglio Presieduta da Mussolini, svoltasi il 13 febbraio, ove dichiara, confermando l’ordine del giorno del 1914, l’ incompatibilità tra militanza fascista e appartenenza alla massoneria. La reazione della massoneria questa volta a differenza del 1914 non epurò nessuno anzi cercò di, come dire, ammorbidire? Gli effetti di quella delibera. In sintesi, usando la stampa, la massoneria aderente al fascismo, dichiararono la loro devota obbedienza alla gerarchia fascista: si legge ” fedeli e disciplinati al supremo Duce e al suo governo”: fino a Piazzale Loreto), un baciamo le mani Duce che poi gli faranno pagare caro per usare le parole di San Pio da Pietrelcina dette allo stesso Mussolini: ” non entrare in guerra perché la pagherai cara”. C’era anche Padre Pio dietro la neutralità di Mussolini oltre agli scarsi armamenti. La massoneria rese obbligatoria una dichiarazione di fedeltà dei suoi affiliati al fascismo. Ma è nel maggio del 1925 che la Camera dei Deputati approva con 289 voti a favore 4 i contrari mentre in 11 lacsiarono l’ Aula, il disegno di legge sulle associazioni segrete e similari, sempre presentate da Mussolini il cui obiettivo era lo scioglimento della massoneria. La legge viene approvata quello stesso anno. Il 22 febbraio 1925. Domizio Torrigiani Gran Maestro del Grande Oriente d’ Italia, firma l’ordine di scioglimento di tutte le logge massoniche ad esclusione del GOI ( Grande Oriente d’ Italia). La legge fu pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Ma perché Mussolini avversava la massoneria; Mussolini benché figlio di un socialista sfegatato dal quale prese sia l’ amore per quel partito che lo seguì fino alla tomba che l’ amore per la politica e le donne, tuttavia Mussolini era anche figlio di sua madre che fu un’ insegnante, cattolica praticante e osservante e i bambini si sa trascorrono la prima parte della loro vita con la madre e sono come la creta; ciò che gli imprimi resta e infatti ritroviamo Mussolini soldato che scrive una richiesta di grazia a San Francesco per la guarigione della sorella Edwige. La firma anche quella richiesta di grazia sul muro del campanile di Figline quasi avesse paura che il Santo di Assisi potesse sbagliare beneficiario. Lo ritroviamo nel 36, quando insieme alla moglie Rachele scrivono a Padre Pio chiedendo la grazia della guarigione della loro figlia AnnaMaria costretta al busto ortopedico: documenti su questo sito). Lo incontrerà anche San Pio che in quella circostanza gli disse rudemente, quasi arrabbiato, di non entrare in guerra poiché l’ avrebbe pagata cara. Mussolini dichiarò la neutralità dell’ Italia. Padre Pio continuò a fare pressione anche attraverso lo scambio epistolare che ebbe con Rachele Mussolini fino alle morte del Santo di Pietrelcina. L’ ultima cosa che disse a Rachele che andò a trovarlo prima della morte del Santo fu di stare tranquilla perché l’ anima di Mussolini era salva come lo stesso Mussolini disse in sogno alla moglie e raccontato da Rachele a San Pio; ” sono in pace, mi trovo in un luogo dove non ci sono odi e rancori”. L’ avversione di Mussolini nei confronti della Massoneria deve contestualizzarsi unicamente nel dio adorato dai massoni che è Lucifero antagonista dell’ Onnipotente Domine Iddio. Lucifero o stella mattutina, Principe della menzogna e maestro d’ inganno. Nemico dell’ uomo ne fu da subito invidioso ” TU Lo hai fatto di poco inferiore agli Angeli”. Non vi è altra motivazione all’ avversione di Mussolini per i massoni. Dopo la caduta di Mussolini vi fu la resurrezione della massoneria, un rifiorire di logge massoniche; le basi americane presenti in Italia, 5, sono anche logge massoniche facenti capo al GOI ( Grande Oriente d’Italia). Il Vaticano è pregno di massoni, l’ OP di Mino Pecorelli pubblicò un’articolo titolato ” La gran loggia Vaticana” contenente l’elenco di 113 alti prelati e 8 massoni cattolici con una forte influenza nella sfera politica e dell’ alta finanza. Accanto ai nomi anche le date di iniziazione ed i numeri di tessera: Mino Pecorelli fu assassinato. Ma anche tra i partigiani non mancarono i massoni, vi erano anche dentro alle brigate Garibaldine: Garibaldi era massone), ne citiamo uno su tutti, Aldo Chiarle, giornalista e manco a dirlo anche scrittore. È appena il caso di ricordare che la massoneria come associazione viola l’ art.18 della nostra Costituzione oltre alla legge 17 Anselmi-Spadolini. Va ricordato anche la forte contrarietà della massoneria alla firma dei patti Lateranensi firmati da Mussolini. E sempre Mussolini a decretare la religione cattolica come religione di Stato esigendone il rispetto e l’ onorarla. La religione cattolica ricordiamo essere l’ unica a praticare gli esorcismi di liberazione dal demonio- Lucifero. Si conclude questa parte rispondendo al lettore che non ha trovato l’ articolo ove è contenuto il nome dell’ ufficiale americano che ha proceduto all’ inventario dei beni rubati dai partigiani; 610 miliardi di lire più l’oro personale di Mussolini, orologio etc. E l’oro personale degli ex ministri della RSI assassinati come cani rognosi e dispregiativamente chiamati gerarchi ricordando che fra di essi vi era PAOLO ZERBINO che fu ministro dell’ interno e come primo atto compiuto dagli eroi prezzolati partigiani dopo la mattanza di Dongo senza neppure un processo sommario, fu bruciare l’ archivio del ministero dell’ interno e gli archivi delle varie città italiane. Perché dare alle fiamme tutti quei documenti? Soprattutto se servivano ad accusare Mussolini ed i suoi? Perché?! Cosa avevano e hanno da nascondere oltre al furto di 610 miliardi di lire questi ” coraggiosi” liquidati, tutte le brigate Garibaldine, dagli americani con 13 miliardi di lire stornati dai 610 trattenuti dagli americani con i quali hanno finanziato il nostro piano MARSHALL che poi gli italiani dovettero restituire: chissà le risate che si sono fatti. O vogliamo parlare dei saccheggi ad opera degli Anglo-invasori ed i loro “eroi” ad esempio, per citarne una; Villa Feltrinelli che fu l’ ultima dimora di Mussolini prima di venire stuprato fucilato due volte e poi lavato, il cadavere, nella fontana pubblica con uno “strano” rituale così fu definito dai testimoni oculari sopravvissuti, al processo per la lunga catena di omicidi, oltre 400 civili a sangue freddo ad opera dei partigiani. E perché gli “eroi” partigiani contravvennero ad un preciso ordine contemplato nell’ armistizio esattamente all’ articolo 29 che impone la consegna di Mussolini vivo, agli alleati: l’ leggasi l’armistizio cosiddetto lungo, su questo sito in formato pdf. Si vuole ricordare, onorandone la memoria , due partigiani onesti e per questo assassinati a sangue freddo dai loro compagni; LUIGI CANALI- “Capitano Neri” e GIUSEPPINA TUISSI- “GIANNA” che si opposero al furto del danaro, 610 miliardi di proprietà degli italiani e nella disponibilità dei singoli Ministeri della RSI avente la stessa validità giuridico legale. Luigi Canali era anche colpevole di aver dato a Mussolini una pistola per difendersi: i loro corpi giacciono in fondo al lago. Ad ogni buon conto il nome dell’ ufficiale americano che procedette all’ inventario e alla conta dei miliardi è JOHN KEBLER dell’Office Strategic Service affiancato da ufficiale Italo-americano di cui si omettono le generalità perché tuttora vivente e probabilmente ancora custode di documenti che riguardano la nazione Italia. Il lettore trova documenti e video inseriti nell’ articolo titolato ” Quando c’era lui il delinquente 2^ parte: cliccare su pdf ” il tribunale rosso che ha nascosto l’ oro di Dongo”. Restando in tema di guerra è giunta notizia proveniente indirettamente da fonte interna alla Casa Bianca che ” Biden” sta mentendo agli alleati sia sulla politica israeliana che su quella ucraina: dopo la traduzione del video si forniranno maggiori dettagli nel frattempo el gobierno el resto de nos otros stia in guardia. Si da conto che GEORGE SOROS ha donato 12 milioni di dollar: mé cojoni! All’USCC ( Chambers of Commerce: Camera di Commercio Usa ). Che abbia a che fare col prox lavoro di questa scrivente?… Ai poster l’ ardita sentenza: Soy Rita soy Christiana no soy madre ma soy rompebolas: besito. E chiudiamo il presente lavoro con un’ altro personaggio in cerca d’autore, notorietà e moneta, che anela a ragranellare col suo libercolo sull’ inesistenza della cucina italiana…, meno male che è un’ esperto, è stato persino da quel vespaccio. Chi scrive si limita a correggere delle, si ritiene, volute mistificazioni da parte del Professore e partiamo dalla pasta alla carbonara nata in Abruzzo e come suggerisce il nome la si deve a dei carbonai che la offrirono a due soldati americani durante la seconda guerra. La pasta offerta dai carbonai era preparata più o meno come la conosciamo oggi; uova pecorino grattugiato e guanciale di maiale fatto sfrigolare in padella. I due soldati vi aggiunsero il bacon che avevano nel tascapane. L’ esperto tocca anche CATERINA De MEDICI che andò sposa a FRANCESCO I di Francia. Della famiglia MEDICI si conosce quasi tutto pochi sanno che LORENZO detto il Magnifico per la carica da lui ricoperta era anche un raffinato gastronomo; era ghiotto di cialdoni, un dolce del tempo. Ma Lorenzo si dilettava e divertiva anche a preparare delle ricette a volte in sfida con Leonardo Da Vinci; di Lorenzo è ad esempio, la ricetta di una sorta di rollé di maiale con le prugne usate sia come farcia insieme ad altri ingredienti che come salsa di accompagno. Ma già al tempo di Cosimo I si consumava alla sua tavola la carne cotta con la frutta secca o fresca come ad esempio l’ arista di maiale all’ arancia che fu servita in occasione della visita di un Cardinale greco: è annotato nelle cronache di casa Medici che l’ alto prelato deliziato da quella preparazione chiese che piatto fosse, gli fu risposto che si trattava di carne di maiale in salsa d’ arance, arista. Il Cardinale pensò fosse il nome di quel taglio di carne ed esclamò ” ah! Aristos che in greco significa il migliore. CATERINA De MEDICI portò in Francia i migliori cuochi e pasticceri fiorentini introducendo alla Corte francese, salse, l’ olio d’ oliva, tutti gli ortaggi e l’ uso di cucinare la selvaggina ( volatili ). Le crespelle alla besciamella : crepes in francese ). ANTONIN CARÈM, celebre chef, scrisse; ” I cucinieri della metà del 700 avevano conosciuto il gusto della cucina italiana che CATERINA De MEDICI aveva introdotto alla Corte di Francia”. JEAN ORIEUX nel libro su Caterina De Medici ; ” Proprio i fiorentini hanno riformato l’ antica cucina francese di tradizione medievale . Ad essi ( fiorentini ), risale la cucina moderna francese”. Gli stessi francesi, ob torto collo, ammettono che la novel cucine è basata su ricette italiane. Come le su citate crespelle alla besciamella anche nella versione dolce è ricetta portata da Caterina così come le omelettes. Il loro biscotto ” malaròn” naque a Venezia. L’ anatra in salsa di prugne così come i Piselli alla Lorenzo fu una creazione personale di Lorenzo De Medici furono introdotte da Caterina alla Corte di Francia e presentate in occasione del pranzo di nozze tra Caterina e Francesco I. Ma le innovazioni di Caterina non si limitano al solo cibo poiché introdusse l’ uso della tovaglia e dei tovaglioli, delle forchette, dei fazzoletti da naso, l’ uso delle mutande giudicate dal clero indumento peccaminoso. Introdusse anche l’ uso del sapone, il primo a farne le spese fu proprio Francesco I che si narra non profumasse di violetta. Caterina portò con se il suo profumiere personale, RENATO BIANCO, facendo così conoscere il profumo. Donna creativa ed intraprendente Caterina inventò la sella ad amazzone. In sintesi ed in buona sostanza Caterina italianizzò i Francesi e che Napoleone ( origine italiana), finì di educare. A Firenze vi sono alcuni ristoranti che cucinano le ricette di casa Medici e di Leonardo Da Vinci. È appena il caso di ricordare che a Napoli si produceva la pasta secca già nell’ XI secolo: spiace non poter pubblicare le immagini del tempo raffiguranti delle massaie intente alla lavorazione della pasta e alla sua essiccazione su appositi graticci per il formato lungo. Nell’ Alto medioevo si produceva e consumavano diversi tipi di pasta ripiena. La fregula sarda, dal latino ferculum, briciola, briciole di pasta; è la pasta più antica conosciuta. Una pasta millenaria. Già dal X secolo si hanno i primi documenti che ne parlano ma da scavi archeologici sappiamo che veniva consumata già dai nuragici che erano allevatori, agricoltori e pescatori. La loro alimentazione la si è potuta ricostruire grazie ai resti rinvenuti negli scavi archeologici. I nuragici ed i pre nuragici si nutrivano grosso modo come i sardi di oggi, carni rosse e bianche, selvaggina ma anche pesce e mitili, cozze ed ostriche, cereali e legumi ed erbe selvatiche che consumavano in accompagno alle carni, producevano e consumavano formaggio. Mangiavano il pane azzimo e “cum madrighe” lievito madre ). Mangiavano anche dolci: su pane e saba pane con la sapa, mosto cotto), producevano vino che consumavano in purezza, senza l’ aggiunta di farine come era in uso tra i romani. Tanto altro vi sarebbe da aggiungere sulla cucina italiana anche millenaria che né prova l’ esistenza; è l’ esperto che non esisteva prima di quel libello che va ad infoltire la già troppo nutrita schiera di anti-italiani. Forse lo ha scritto su commissione, forse solo alla ricerca di notorietà e per tirar su qualche euro. probabilmente non lo sapremo mai certo è con non sì sentiva il bisogno di un’altra pugnalata alla schiena: si inizierà a valutare la possibilità di tutelare l’ Italia dal danno di immagine…; non se ne può più. E in conclusione; ma ce lo chiede l’ Europa o ce lo ha sempre chiesto la CIA?….: Curiosi eh?. DI RITA CABRAS. TUTTI I DIRITTI RISERVATI